APPELLO POLITICO A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALISTA ANTIFASCISTA CONTRO LA MARCIA IN RICORDO DI LUKOV

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APPELLO POLITICO A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALISTA ANTIFASCISTA CONTRO LA MARCIA IN RICORDO DI LUKOV

SABATO 22 FEBBRAIO | SOFIA, BULGARIA

A livello globale, le macchine statali e capitalistiche stanno tentando di esacerbare sempre più le disuguaglianze, l’oppressione e lo sfruttamento. Con l’obiettivo di aumentare il potere e il controllo, il totalitarismo moderno non esita a creare nuove guerre e nuovi conflitti nella regione (est Europa ndt) mentre continua l’attacco contro le classi subalterne in Occidente. In questa spirale di crescente insicurezza, narrazioni razziste e intolleranti di gruppi fascisti stanno guadagnando terreno e si radicano; queste narrazioni sono parte integrante dei processi di dominio più ampi agiti dai blocchi sociali dominanti.

Ovunque nel mondo il ruolo dei fascisti rimane lo stesso: svolgere il lavoro sporco per servire meglio i potenti, coltivare l’odio contro i poveri provenienti da altri territori, disorientare e preparare il popolo a una guerra futura e a un nuovo macello di massa.

In tutta Europa i neonazisti agiscono come precursori delle scelte politiche anti-immigrazione dell’Unione europea. Gli attacchi ai campi profughi e a@ immigrat@, quando non vengono effettuati direttamente dalle autorità, vengono compiuti dai neonazisti, come successo con le decine di attacchi ai centri di accoglienza per migranti in Francia o in Germania. I paesi con partiti nazionalisti presenti nelle coalizioni di governo stanno chiudendo ermeticamente i confini, semplicemente estendendo la politica di sigillatura dei confini dell’UE.

Allo stesso tempo, di fronte alla coalizione internazionale antisociale delle élite mondiali e alla preparazione sociale della guerra permanente, emerge il grande potenziale di liberazione mostrato dalle lotte più avanzate che si stanno vivendo in tutto il mondo. Dal Rojava al Chiapas, dalle favelas del Brasile, alla rivolta in Cile fino ad arrivare alle barricate antifasciste dell’Europa occidentale e dei Balcani, il caso Social Revolution è ancora vivo, creando ostacoli all’attacco statale e dei padroni, dando forma al contrattacco sociale e di classe.

È questo contrattacco sociale e di classe che spaventa così tanto i padroni.E’ per fermarlo che viene recuperata l’ideologia più oscura che la storia umana abbia vissuto. A causa della diffusa crisi del sistema capitalista-statale, le possibilità di costruire il dominio basandosi sul consenso sono limitate. Per questo motivo l’estrema destra e le riserve fasciste sono già state attivate dai padroni. Sono da sempre le forze della Contro-rivoluzione, e anche questa volta verranno usate per aprire la strada all’attuazione della aspirazioni strategiche del Potere.

Dal Brasile di Bolsonaro, alla fortezza Europa di Visegrad, alla svolta di estrema destra in Italia e Francia, nel nazionalismo dei Balcani e nella Turchia di Erdogan, il fascismo è la “risposta” del sistema alla sua crisi generale e profonda, alle sue proprie contraddizioni. Contraddizioni causate dall’inarrestabile conflitto imposto dal suo presupposto cardine: lo sfruttamento e la repressione tra esseri umani. Insieme alla guerra e alla minaccia della sua generalizzazione, formano la maglia di ferro del potere che si sta diffondendo in tutto il mondo.

In territorio greco, tutti i governi non hanno mai smesso di coltivare intolleranza e razzismo e i meccanismi statali hanno continuato a usare e armare la mano dei gruppi nazisti. Dalle decine di attacchi a rifugiat@ e a migranti, a giovani e a combattenti, agli spazi occupati di lotta (come l’incendio doloso dello squat Libertatia a gennaio 2018 a Salonicco), all’assassinio di Sahjat Lukman a gennaio 2013, di Pavlos Fyssas a settembre dello stesso anno, di Petrit Zifle, lavoratore albanese, a Corfù nel novembre 2018.

In un’atmosfera di rabbia sociale generata dai continui attacchi fascisti, cinque anni fa è iniziato il processo ad Alba Dorata con l’obiettivo primario di intercettare il malcontento sociale, per riciclare la cricca nazista. Lo Stato è l’orchestratore principale e l’istigatore degli attacchi fascisti/para-statali usati come strumento per terrorizzare la società e opprimere le resistenze sociali e di classe.

In questi anni, sia l’antifascismo istituzionale che ha cercato di presentare lo Stato come unico garante della “normalità democratica” consolidando la teoria degli opposti estremismi e risciacquando l’immagine del nuovo governo para-nazista, sia l’azione decadente delle dimostrazioni da marciapiede, si sono trovati di fronte alla ferma, decisa, persistente e senza compromessi azione antifascista.

Oggi, il processo ad Alba Dorata termina con la maggior parte degli indiziati liberi, mentre il procuratore generale Adamantia Ikonomou, ponendo fine a tutte le illusioni di uno “Stato antifascista”, propone di assolvere gli accusati dell’omicidio di Pavlos Fyssas e far decadere l’accusa di aver costituito un’organizzazione criminale.

Nel nome dell’estrema sinistra, sfruttando le lotte del 2008-2012, SYRIZA ha salvato il sistema in fallimento attraverso politiche socialdemocratiche. Con il suo governo ha diffuso illusioni e allucinazioni, trasformando grandi settori sociali da combattivi ad apatici, e danneggiando i movimenti alternativi. Così le elezioni del luglio 2019 hanno portato al governo il partito di estrema destra Nuova Democrazia.

Il saccheggio dei diritti del lavoro e delle resistenze compromesse viene ora imposto sul tessuto sociale impoverito secondo la dottrina “Legge e ordine” delle politiche di estrema destra.

Sin dall’inizio del proprio governo Nuova Democrazia ha lanciato un attacco a tutto campo contro il mondo delle lotte, contro @ anarchic@ e le realtà in cui sono presenti, contro i quartieri combattivi, contro il mondo del lavoro e i giovani.

Allo stesso tempo, le politiche antisociali più pesanti vengono attuate contro i settori più vulnerabili e più deboli, i rifugiati e gli immigrati, attraverso un regime escludente e il consolidamento della retorica secondo cui esistono vite non degne di essere vissute. Le realtà auto-organizzate di rifugiati e immigrati in cui si sta sviluppando la solidarietà vengono sgomberate con forza e donne, uomini e bambini vengono trasportati in campi di concentramento che sono in costante aumento su tutto il territorio. Campi di concentramento in cui si convive costantemente con la morte, dove le persone sono ammassate a migliaia e costrette a vivere in condizioni miserabili e completamente inadatte alla vita e alla dignità umana. Le donne bruciano dietro il filo spinato a Moria, i bambini muoiono in scatole di cartone. Non è ammesso loro accedere ai servizi sanitari, all’istruzione o trovarsi un lavoro, perchè gli è negato un documento chiamato Social Security Number (AMKA).

Allo stesso tempo vengono promossi contro di loro l’intolleranza e il razzismo, in modo che si trovino di fronte all’emarginazione e al cannibalismo sociale, ovunque si trovino.

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Ogni anno, a Sofia, in Bulgaria, si tiene una parata fascista in onore del generale fascista Hristo Lukov, giustiziato dalla guerriglia Violeta Yakova il 13 febbraio 1943. La parata è organizzata da una serie di partiti e organizzazioni neonazisti come l’Unione Nazionale Bulgara e altri. La sfilata è la principale manifestazione del fascismo in Bulgaria a cui ogni anno partecipano delegazioni di partiti fascisti e nazisti di altri paesi europei (Germania, Spagna, Italia, Svezia, ecc.).

Per noi, come anarchic@, la resistenza all’attacco del totalitarismo e del fascismo dovrebbe avere un vero carattere internazionalista. È impossibile combattere il capitalismo e il fascismo globalizzati esclusivamente [a livello locale] in Grecia. È essenziale sviluppare contatti e solidarietà pratica tra compagn@ nei paesi vicini, nonché a livello internazionale.

L’Organizzazione Politica Anarchica (APO) ha sostenuto la lotta antifascista che si è sviluppata a Sofia nei passati tre anni. Divers@ compagn@ dalla Grecia sono stat@ nella capitale della Bulgaria negli ultimi anni per protestare contro il fascismo e sostenere @ compagn@ locali, che hanno cercato di costruire barricate contro la promozione del fascismo in corso, per costruire strutture e fronti per resistere all’attacco dello stato, dei fascisti e delle mafie.

Il movimento sociale in Bulgaria, dopo essere stato sostanzialmente sciolto completamente sotto lo stivale statale del socialismo, si è confrontato fin dall’inizio con gruppi nazionalisti e fascisti riorganizzati dopo il crollo del 1991. Oggi è di vitale importanza sostenere il movimento anti- fascista in modo che possa resistere alla minaccia fascista, in modo che la resistenza sociale e di classe possa prosperare, contro corone nazionaliste e ordini capitalistici. Per questo motivo, l’APO chiede anche quest’anno che gruppi e singoli individui rispondano all’appello per unirsi alla protesta del 22 febbraio a Sofia, in Bulgaria.

Per il rafforzamento delle comuni lotte internazionaliste.

Per i Balcani di uguaglianza, solidarietà e rispetto reciproco.

Per la rivoluzione sociale, il comunismo libertario e l’anarchia.

ANARCHIST POLITICAL ORGANIZATION | FEDERATION of COLLECTIVES

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